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Un'immagine molto
dettagliata del centro galattico, ottenuta dal telescopio spaziale Chandra,
che opera nella regione X dello spettro elettromagnetico, permetterà di
risolvere l'enigmatico mistero legato all'emissione X diffusa
proveniente da quella regione. L'universo, così come ci appare se
guardato a occhio nudo o con l'ausilio di un telescopio, è molto diverso
se osservato ad altre lunghezze d'onda. Nell'infrarosso, per esempio, è
possibile penetrare le dense nubi di gas e polveri che altrimenti ci
impedirebbero le osservazioni di sistemi stellari in formazione, mentre
alle alte energie, come nei raggi X e gamma, è possibile studiare alcuni
fra i più energetici fenomeni che avvengono nell'universo, fin nelle sue
più remote regioni. Già da circa 20 anni era nota l'emissione X diffusa
proveniente dalle regioni centrali della Galassia. L'area interessata è
molto vasta e la natura dell'emissione ha sin dalla sua scoperta posto
problemi di interpretazione. Una delle ipotesi avanzate era che potesse
trattarsi di emissione proveniente da gas ad alta temperatura, oltre 100
milioni di gradi. Però, tale spiegazione poneva dei problemi in quanto
il disco galattico non è così massiccio da riuscire a confinare con la
sua gravità il gas che si sarebbe dovuto disperdere in periodi
relativamente brevi. L'immagine ottenuta recentemente da Chandra può
però aiutare a risolvere il mistero. Il telescopio spaziale ha osservato
una ristretta regione in prossimità del centro galattico. Ciò che si è
visto è che quella che era ritenuta un’emissione diffusa se osservata
con risoluzioni inferiori, viene risolta da Chandra in centinaia di
sorgenti discrete, il cui numero, se estrapolato sull'intera area
interessata dall'emissione, potrebbe arrivare anche a milioni di unità.
Con tutta probabilità l'emissione di queste sorgenti è dovuta a gas che,
strappato dall'attrazione gravitazionale di nane bianche in sistemi
binari, precipita riscaldandosi ed emettendo in banda X. |