Hubble
missione
finale

Con una manovra magistrale, il braccio meccanico dell'Atlantis ha agganciato ieri il telescopio spaziale Hubble. Tutte le operazioni sono perfettamente riuscite grazie al  preciso lavoro dell'astronauta McArthur, che le ha eseguite osservando ogni minimo dettaglio attraverso una telecamera appositamente predisposta. Hubble è stato assicurato a un cavo e alloggiato in un'apposita area dello Shuttle dove si svolgeranno tutte le operazioni di manutenzione e riparazione programmate. Intanto il comandante Altman ha posizionato lo shuttle in modo che i pannelli solari di Hubble siano costantemente rivolti verso il Sole per poter completamente ricaricare le ormai esauste batterie del telescopio.
Saranno ben 5 le uscite extraveicolari degli astronauti di Atlantis, la prima è prevista per oggi, a partire dalle 14:16, quando gli astronauti John Grunsfeld e Drew Feustel inizieranno ad effettuare le operazioni di manutenzione e assistenza al telescopio spaziale Hubble. Durante il primo intervento sarà sostituita la Wide Field Planetary Camera 2, lo strumento grazie al quale Hubble per anni ci ha regalato spettacolari immagini dell'universo e consentito di conseguire risultati scientifici come mai in precedenza. Al suo posto verrà installata una nuova camera, la WFPC3 con potenzialità ancora maggiori. Sempre durante la prima uscita extraveicolare sarà sostituito un computer malfunzionante, il cui guasto, lo scorso ottobre, è stato all'origine del rinvio della missione dello Shuttle.
Prosegue intanto l'attività ispettiva sullo stato dello scudo termico di protezione alla navetta. In particolare, la difficoltà di procedere all'ispezione visiva di una parte della copertura costringerà l'equipaggio a utilizzare la telecamera montata sul braccio meccanico. Tutto bene anche per il temuto passaggio a distanza ravvicinata di uno delle centinaia di detriti prodottisi qualche mese fa a seguito dello scontro fra un satellite cinese e uno americano. Il frammento, di circa 10 cm, è passato a distanza di sicurezza senza produrre alcun danno.


Credit: NASA
 
    
Autore: Giuseppe Munno