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A quanto pare, li abbiamo sotto il naso da 13 anni ma abbiamo anche
cercato ogni possibile spiegazione alternativa pur di non ammettere che
quelle strane conformazioni microscopiche contenute nella notissima
meteorite, di sicura provenienza marziana, ALH84001 fossero i primi veri
"omini verdi" con cui abbiamo avuto a che fare. E' appunto dal 1996 che
si dibatte sulla natura di alcuni cristalli, scoperti sezionando e
analizzando una meteorite ritrovata in Antartide nel 1984, durante una
delle tante campagne di ricerca di questi reperti. L'ipotesi che fossero
fossili di microbi marziani era stata avanzata fra le prime, ma non
c'erano sufficienti elementi per contrastare una seconda ipotesi, andata
finora per la maggiore, secondo la quale quei microscopici "vermetti"
altro non erano che sequenze di dischi di carbonato originatisi su Marte
circa 3,9 miliardi di anni fa, quando era ancora abbondante l'acqua
superficiale. Un impatto radente di un grosso meteorite sulla superficie
marziana, ne ha poi scagliato nello spazio diversi frammenti, uno dei
quali, dopo un vagabondare durato 16 milioni di anni, ha finito col
cascare in Antardide circa 13mila anni fa.
Un nuovo lavoro condotto dal team di
Kathie Thomas-Keprta
sulla meteorite
con nuovi strumenti ha ora riaperto la questione e si parla di novità
scottanti, in qualche modo già anticipate attraverso i
Geochimica et Cosmochimica Acta,
il magazine della Geochemical and Meteoritic Society.
In breve, i nuovi studi sono stati incentrati sul fatto che ai presunti
dischi di carbonato sono associati nanocristalli di magnetite dalle
proprietà chimiche e fisiche piuttosto insolite, finora ritenuti il
prodotto della parziale decomposizione dei carbonati che li ospitano, a
seguito di uno shock termico, come può essere l'impatto di cui sopra. In
alternativa, la magnetite doveva essere già presente nell'ambiente che
favorì la remota formazione dei carbonati, ma in questo caso le strane
"presenze" di ALH84001 non sarebbero spiegabili con la teoria
"anti-marziani", e quei residui potrebbero realmente essere fossili di
microbi extraterrestri. Il nuovo lavoro ha dimostrato, attraverso
numerosi esperimenti di laboratorio, volti a ricreare le condizioni che
possono aver originato carbonati con quelle determinate caratteristiche,
che i nanocristalli di magnetite provengono in realtà dalla matrice su
cui poggiano i carbonati e pertanto quelle suggestive conformazioni sono
ancora alla ricerca di una spiegazione e ciò che attualmente sembra
poterne spiegare l'origine è proprio l'esistenza passata di forme di
vita microbiche su Marte. |