l'Astrofilo dicembre 2011 - page 32

CLIMATOLOGIA
ASTROFILO
l’
do anche informazioni sulla sua intensità.
Col passare degli anni nuovi sedimenti bloc-
cano quei minerali rispetto alla matrice. De-
cine di milioni di anni dopo, la migrazione
dei continenti avrà portato quei minerali da
tutt’altra parte, disallineandoli rispetto alle
linee del campo magnetico.
Nota la velocità con cui i continenti si spo-
stano, noto il valore del disallineamento e
nota l’intensità del campo magnetico alle
varie latitudini, dovrebbe essere possibile ri-
salire alla paleolatitudine alla quale si for-
marono i depositi glaciali e verificare se ne
esistono di paleoequatoriali, il che confer-
merebbe la Snowball Earth.
Più facile a dirsi che a farsi (come tutto!).
Prima bisogna scoprirli, ammesso che ne esi-
sta almeno uno, e comunque non sarebbe
sufficiente, perché non vi è certezza dell’in-
variabilità della struttura del campo magne-
tico terrestre nel corso delle ere geo-
logiche. Alcuni ricercatori sostengono che le
informazioni in nostro possesso sulla tem-
peratura e sulla velocità rotatoria del nucleo
terrestre durante il Neoproterozoico sono
del tutto insufficienti a stabilire se anche al-
lora il campo magnetico aveva una distribu-
zione bipolare. I poli magnetici sarebbero
potuti essere 4 o addirittura 8 (sempre metà
positivi e metà negativi), rendendo inutiliz-
zabili gli attuali modelli che descrivono il
paleomagnetismo. Idem se l’eventuale cam-
po bipolare fosse stato allineato con l’equa-
tore invece che con i poli.
A questo punto, ammesso e non concesso
che le Snowball Earth si siano realmente ve-
rificate, vediamo che cosa può averle inne-
scate, cercando cause plausibili sia sul no-
stro pianeta sia al di fuori di esso.
Dal punto di vista geologico, una situazione
scatenante può venire dalla prevalente di-
stribuzione tropicale dei continenti. La loro
albedo è maggiore di quella delle acque
aperte e poiché la massima insolazione è
proprio fra i due tropici, in questo partico-
lare caso si avrebbe un deficit nell’assorbi-
mento del calore solare da parte del pia-
neta e ciò sarebbe sufficiente a far avanzare
le calotte polari, innescando il meccanismo
previsto da Budyko.
Inoltre, il clima tropicale, abbondante di
piogge, avrebbe un’azione erosiva propor-
zionalmente maggiore a quella attuale,
esponendo maggiori quantità di silicati al-
U
na delle
prove a fa-
vore di una
Snowball Earth
non completa-
mente avvol-
gente viene dalle
stromatoliti,
strutture sedi-
mentarie dovute
all'attività di mi-
crorganismi foto-
sintetici, ancora
oggi molto dif-
fuse nelle acque
basse dei nostri
mari, e già ab-
bondanti e diver-
sificate nel
Proterozoico.
Una Snowball
Earth veramente
globale avrebbe
sicuramente
bloccato la loro
diffusione.
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